Elena Sanchi, cantautrice riminese, vincitrice del Premio della Critica Alex Baroni 2013 con il brano I luoghi dell’anima, lancia il primo singolo Amami, brano estratto dall’album Cuore migrante.

Scritto con la collaborazione di Daniele Di Gregorio e Filippo Fucili, Cuore migrante nasce dalla necessità di raccontare, attraverso la musica, la metafora del viaggio, il cammino della vita verso i nostri desideri più intensi.

Elena ha vissuto per vari periodi in Africa occupandosi di Tutela dei minori per poi occuparsi in Italia di promozione dei diritti umani nelle scuole, e dichiara: L’aver vissuto sulla pelle le difficoltà umane e tecniche insite nei diversi interventi umanitari, l’aver amato tanto chi soffre il peso dell’indifferenza, della prevaricazione, della negazione dei diritti più elementari, mi ha resa ancora più decisa nella voglia di provare nel mio piccolo a cambiare un po’ le cose. Questa mia intenzione si è calata concretamente nella volontà di realizzare questo progetto, Cuore migrante.

Il 10 aprile è uscito il video della canzone Amami, che fa da apripista al primo album Cuore migrante.

ELENA SANCHI – AMAMI – VIDEO

 

Durante tutto il brano la cantante racconta un amore intenso, ma finito, intona Di un amore romantico, versi ripetuti come un desiderio sfiorito, per un amore svanito mentre pioggia scura che cade a primavera, piange il nome di chi le volta la schiena, ma questo lascia il desiderio di rifiorire, lasciando alle spalle malinconica poesia e verità.

L’interpretazione è trasportante, e quasi sottile, con la sua voce un po’ nostalgica, riesce ad esprimere il sentimento sospeso di chi si trova a dover ripartire, nel finale la chitarra accompagna evidenziando, maggiormente, un senso di malinconia espresso durante tutto il brano.

Nel video della canzone la cantante scende da un treno, per poi riapparire contemporaneamente sul palco di un teatro e seduta in un caffè; sul palco racconta, malinconicamente, la storia d’amore, e nel caffè assorta nei suoi pensieri lascia che la sua borsa, presente anche sul palco, passi di mano in mano, tra gli altri visitatori, ognuno di loro ne estrae qualcosa: una borraccetta, un libro, una pipa, un’armonica, una chiave, un vecchio orologio, piccoli oggetti da mercatino che regalano però istantanee gioie e dolori a chi li prende.

Elena Sanchi, sul suo sito ufficiale, ci racconta che fin da piccolissima, all’età di otto anni si avvicina alla musica, studiando pianoforte, crescendo si avvicina e si ispira alla musica nera, jazz e blues e diventando interprete, autrice e compositrice. Cresce tra i vinili del padre, strumenti musicali da collezione, mercatini delle pulci e libri della madre, ha una forte attitudine per il canto e la scrittura. Si definisce AvvocaNtessa, nel 2005 si è laureata in Giurisprudenza all’Università degli Studi di Urbino.

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