Turbo intervista: Elena Sanchi tra concorsi e volontariato in Africa..
Divisa tra musica e solidarietà, tra pianoforte e diritti umani la grintosa Elena si fa notare dalla critica al Festival dell’Adriatico e dal Club Tenco con il suo album d’esordio Cuore Migrante..

Divisa tra musica e solidarietà, tra pianoforte e diritti umani la grintosa Elena si fa notare dalla critica al Festival dell’Adriatico e dal Club Tenco con il suo album d’esordio Cuore Migrante..

Elena Sanchi nata a Rimini, ha il suo primo approccio alla musica all’età di otto anni attraverso lo studio del pianoforte.

Cresciuta tra i vinili del padre, strumenti musicali da collezione, cianfrusaglie da mercatino delle pulci e i libri della madre, spazia dalla canzone d’autore alla musica popolare, alla sperimentazione vocale.
Nel 2013 vince il Premio della Critica Alex Baroni al Festival Dell’Adriatico con il brano I luoghi dell’anima.
Nello stesso anno conosce il compositore e maestro Daniele Di Gregorio (musicista di Paolo Conte) con il quale inizia una forte collaborazione artistica.
Nell’aprile 2015 pubblica il suo disco d’esordio Cuore migrante, selezionato dal Club Tenco e candidato alla Targa Tenco 2015 come “miglior opera prima”.

Ciao Elena, prova a darmi 3 aggettivi: uno per come ti ritieni come persona, uno per la tua musica, uno per te come artista.
Ciao e grazie mille per questo spazio! Mi ritengo una persona “onesta” nelle cose che faccio, seguo sempre ciò che mi dice il mio cuore e mai i calcoli della mente. La mia musica è dunque “ispirata”, nel senso che nasce da questa apertura di animo che si accende come una luce soprannaturale da tradurre. Così nascono le mie canzoni. Infine mi definisco un’artista “innamorata”.

Come nasce e cresce la voglia di fare musica?
La musica fa parte della mia vita sin da bambina; sono cresciuta tra i vinili di mio padre, tra i giradischi e gli strumenti musicali usati, da collezione. Ricordo che amavo tantissimo ascoltare l’eco della mia voce mentre salivo le scale di casa di mia nonna Emma. Quell’eco aveva una luce magica: sapeva farmi sognare! La musica, infatti, nasce e cresce da questo forte bisogno e desiderio di sognare, di toccare altri spazi e di andare verso mondi sconosciuti che forse nella realtà non vedrò mai. E’ un viaggio introspettivo che mi porta a toccare più da vicino la mia essenza.

L’evento (manifestazione, concerto o concorso) fin’ora più emozionante ed importante per te?
Ogni volta che sono su un palco a cantare mi emoziono e mi diverto tanto! Che sia in un club, in strada o in un concorso poco importa! Ma se devo fare una scelta, diciamo che oggi l’essere tra i 40 artisti candidati alla Targa Tenco per la Miglior Opera Prima 2015 con il mio disco Cuore Migrante è per me motivo di forte stimolo e soddisfazione.

Il tuo sogno nel cassetto?
Vivere facendo musica! In questo momento in particolare, vorrei far conoscere il mio lavoro alle persone, avere la capacità di farle sognare.

Prossimi progetti?
Fare il possibile per rendere concreto il mio sogno! Sto cercando una strada, dei collaboratori seri e professionali che mi possano aiutare nella promozione del disco Cuore Migrante.