Schermata 2016-04-13 a 10.57.25Cuore migrante è l’esordio in punta di voce di Elena Sanchi, cantautrice riminese che ha il suo punto di forza nell’acuta sensibilità e nella dolce delicatezza della voce e dell’anima, interamente riversate nelle dieci canzoni contenute nel disco. Esordio non passato inascoltato, ma che è stato addirittura selezionato dal Club Tenco e candidato alla Targa Tenco 2015 nella sezione “Miglior opera prima”. Una bella partenza che va a consolidare la consapevolezza artistica di Elena, sognatrice per natura, viaggiatrice per passione, sempre pronta a rinascere, nella vita come nella musica, in una continua ricerca di senso da infondere al suo essere donna e cantautrice. La sua esperienza è passata attraverso lo studio del pianoforte, l’ascolto dei vinili del padre, la lettura dei libri della madre, la sperimentazione vocale, un viaggio come volontaria in Africa (Madagascar, Kenia, Zanzibar, Tanzania) che ha illuminato i suoi progetti donandole la semplicità delle piccole cose e la gioia di diventare mamma. Cuore migrante è una sorta di diario di bordo, dove appunti, riflessioni e pensieri si trasformano in canzoni pregne di sentimenti, di emozioni, di ricordi, di meraviglia. Ogni episodio racchiude in sé una storia, un percorso, un micro viaggio, ad esempio Lena, I luoghi dell’anima, La lupa, Il profilo di Pietro e Le donne che amano, in cui si rintracciano tante influenze musicali, dalla musica popolare al pop, dal jazz fino al folk rock. Al secondo ascolto, meglio ancora al terzo, si scopre la semplice bellezza di tracce sonore come Amami, Nuvole e Cuore migrante, efficacemente rivestite dagli arrangiamenti di Daniele Di Gregorio e Filippo Fucili, anche coautori dei brani insieme alla Sanchi e musicisti impegnati nella realizzazione dell’album. E per una viaggiatrice doc, dotata di una valigia variopinta, sempre pronta a partire e a tornare con un “bagaglio” in più, non ci poteva essere miglior finale che sognare Itaca, terra di libertà dove cercare la verità. Buon viaggio, Elena!

Tratto da L’isola della musica italiana di Andrea Direnzo