I migliori brani dell’anno appena trascorso, secondo il nostro ”super redattore” Manuel Maverna

Miei cari,
abbondandis abbondandum!
Nemmeno il tempo di una classifica – dite – ed eccone un’altra, che tedio domenicale!
Coraggio, il meglio è passato: poi ci sarà un anno di pausa, anche io rientrerò nella mia lampada con la consueta modestia che mi contraddistingue.
Bene: per chi avesse trovato greve e soporifera la catacombale – ve lo concedo – Top20-album ecco lo zuccherino di 20 canzonette – astenersi permalosi – offerte al pubblico ludibrio nell’abituale chart (si dice così, no?) dei singoli (si diceva così, no?) datati 2018.
”Stay foolish” disse un tale, e quale più ghiotta occasione? Che dopo la faticaccia della Top20-album mi concedo il relax alleggerito di questa, dove posso svestire i panni del criticone serioso e indossare quelli del giullare, che talvolta meglio mi si addicono.
Come sempre, libertà ed eterogeneità totali: nessuna coerenza, nessuna logica se non suggerimenti di ascolto (questa l’ho già sentita, sono sicuro): come al solito, se ci troverete qualcosa di vostro gradimento lo considererò un’enorme soddisfazione.
Ah: non ci ho messo “Danny Nedelko”, perchè quella ve la potevate trovare benissimo anche da soli.
Statemi benone, ci sentiamo tra sette giorni per il nuovo Disco MusicMap: c’è vita oltre le Top20.
Alla prossima.

Manuel

1. Eleonora Betti – Quaranta volte
Lied in tempo sbilenco per pianoforte, violino e voce d’angelo, non c’è nemmeno la batteria. Improponibile come canzone dell’anno. Improponibile

2. Swingrowers – Butterfly
Quante visualizzazioni ha su Youtube? E io che credevo fosse una mia scoperta. Electro swing e vecchi merletti

3. Vanessa Peters – Carnival barker
Tutto il mondo è paese, ahimè, e non di solo Trump si perisce. Send in the clowns, ne abbiamo da vendere anche noi

4. Alfonso- Son contento
Inno sarcastico alla smartphone generation di cui tutti siamo figli adottivi. Un piccolo Jannacci 2.0, riso amaro da meditazione

5. Bodega – Jack in Titanic
Slackness più totale, roba che nemmeno i Pavement. Da mettere in cuffia e stonare ovunque, anche all’Esselunga davanti ai surgelati, come piace a me

6. Lo Straniero – Quartiere italiano
Meticciato moderno multietnico, furbetto e pret-a-porter, buono per ogni orario o stagione

7. Nathalie – Smile in a box
Ricorda tutto e niente, ma ha un’eleganza di modi che la fa amare: a Kate Bush piacerebbe, quasi quasi glielo dico

8. Coma_Cose – Post concerto
La sottile linea che separa il genio dal suo contrario: ai post la sentenza ben poco definitiva

9. Elena Sanchi – Rimini
Alle francesate non resisto, men che meno se me le canti così, ma petite chérie

10. SupErba – Splendido
Quattro quarti dritti e beati, una ballata elettrica da c’era una volta, ricordi d’adolescenza, sempre i più belli

11. SixTurnsNine – Blue gothic
Quasi una Karmacoma – già basterebbe – e pure cantata in tedesco. Minacciosa come un poltergeist

12. Before Sunset – Condizionale
Giovani, mandatela a memoria come fosse un vademecum per autori in erba. Pop? Indie? Rock? Boh? Di certo non è trap

13. Dnezzar – Like a stone
Torch song da falò spiaggiato per pochi intimi, ti porta via mentre cala la sera, con quattro accordi accarezzati

14. Second Youth – Worst case scenario
Botta sbronza perfetta come soundtrack di una rissa in un pub di Brighton. Delizia sbracata che puzza di birra, sigarette e Clash

15. Immigration Unit – Wasting mornings
Ascolti questo incedere romanticamente visionario che ricorda i DIIV e poi ti accorgi che loro sono Svizzeri: cos’ e pazz…

16. Numb.er – State lines
Sei tutto l’indie di cui ho bisogno, ho pensato. Amore a prima vista, la batteria il (contrab)basso, eccetera

17. Esterina – Esterno notte
Canzoni così ne ho composte, una vita fa. Avrei voluto che suonassero come questa: semplici, lunghe, elettriche, tristi. Non sempre ci riuscivo

18. Alan Spicy – Caronte
Grida dal fondo squassano le viscere di una musica scarna e grezza. Uno sputo a gola secca contro un’onda del mare

19. New Adventures In Lo-Fi – Fault
Un quarto di secolo fa, agli albori dell’emocore esistevano perle simili a questa, le scriveva Jeremy Enigk, ho detto tutto

20. Viboras – Pray
Lesson n°1, prof. Irene Viboras: come fare del punk da manuale.