Elena Sanchi: “Sulla mia pelle” in anteprima esclusiva su TRAKS!

La cantautrice romagnola Elena Sanchi torna con un video dai panorami magnifici per accompagnare il nuovo singolo Sulla mia pelle, tratto dall’ultimo album Risveglio: TRAKS ti propone il clip in anteprima esclusiva.

“Ci sono voci che risuonano dentro come la musica,
capaci di guarire dal sonno ogni verità,
come un risveglio provato dopo un lungo viaggio,
come un miracolo, un miracolo.”

Racconta Elena: “In questa strofa è racchiusa tutta la mia vita! Ho sempre avuto la musica in testa, anche quando ho provato ad allontanarla da me per sempre perché non mi sentivo abbastanza forte, coraggiosa per viverla fino in fondo. Poi negli anni ho accettato e accolto che il suo richiamo fosse più forte delle mie paure.

“Sulla mia pelle” è il brano dedicato a lei, la musica, l’unica voce capace di esprimere la mia vera essenza e natura”.

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Tratto da TRAKS

Elena Sanchi, il nuovo album è “Risveglio” Cercate musica nuova?

Elena Sanchi ha già una discreta gavetta alle spalle, e può essere una bella scoperta.

Elegante. Questo è l’aggettivo che descrive, d’impulso, “Risveglio”, il nuovo album della cantautrice romagnola Elena Sanchi.

Il disco è stato pubblicato a distanza di 3 anni dal precedente “Cuore migrante”.

“Risveglio”, che porta il titolo anche di una canzone del disco stesso, è stato lanciato dal singolo “Rimini”, una canzone più francese che romagnola, ricca di fascino.

Elena Sanchi, definita ‘avvocantessa’ per i suoi studi in giurisprudenza, è stata candidata alla Targa Tenco nel 2015 per la miglior opera prima proprio con il suo album “Cuore migrante”. Il nuovo disco è nato avendo sulle spalle il bagaglio di un ottimo debutto. “Risveglio” è il risultato di un lungo lavoro, come racconta Elena: “Il primo lavoro è stato il frutto di brani scritti durante un periodo di sei anni, da esperienze di viaggio in Africa. Prima di concretizzare il disco ho suonato le mie canzoni in diverse occasioni, quindi la sua realizzazione è stata l’affermazione di un percorso già in parte vissuto”.

Nell’album si passa dalla malinconia del pianoforte a impennate rock ad accenni blues, si va dalle atmosfere notturne a tocchi di elettronica. Siamo portati, naturalmente e per chiarezza, a dare un’etichetta agli artisti, ai dischi, alle canzoni: a volte però basta ascoltare senza troppi steccati per capire che la musica scavalca anche la nostra necessità di incasellare i generi proposti.

Per chiudere, va ricordato che Elena Sanchi aveva rinunciato alla musica, o come dice lei aveva cercato di allontanarla per sempre: “Per 10 anni ho smesso di cantare ma lei mi perseguitava, come un’ossessione”. Questo suo nuovo disco è stato in gran parte finanziato dalla campagna di crowdfunding “InCadutaLibera”, aperta su Musicraiser.

Francesca Binfarè

https://www.news-republic.com/@francescabinfar%C3%A8/elena-sanchi-il-nuovo-album-%C3%A8-%E2%80%9Crisveglio%E2%80%9D-BQLAt_W5PFw?fbclid=IwAR3Lgotq7KmgFjUfd4g3iXhrR8pG_iTzn8O7CPMBEIAxmkE29KgOXKt-s-I

|Interview| Il “Risveglio” di Elena Sanchi

è solo un album o una nuova fase della sua vita?

Candidata come miglior opera prima al Premio Tenco 2015, la cantautrice Elena Sanchi ritorna dopo tre anni lontana dalla scena musicale con “Risveglio”.

Lorenzo D’Antoni l’ha incontrata per farselo raccontare.

Ti sei allontanata dalla discografia per qualche tempo e ora hai fatto ritorno: puoi spiegare le ragioni di questo tuo “Risveglio”?

Sono tornata alla discografia dopo 3 anni nei quali ho lavorato, dapprima, alla promozione del primo disco, poi ai live del Cuore Migrante Tour e quindi ad un nuovo progetto chiamato “Insolita”, dove ho interpretato in chiave tutta femminile, ed insolita appunto, brani celebri della canzone d’autore maschile.

Un progetto che è nato dal singolo Goodbye, contro la violenza sulla donna, e dedicato all’ Amore nel suo significato più profondo e puro e che si distacca dall’aspetto più materiale collegato al desiderio e alla vanità.

L’amore ci circonda, ci avvolge, ci tocca il cuore e ci trasforma, e questo lo sa bene l’usignolo che cantava dell’amore in L’usignolo e la rosa di Oscar Wilde quando decide di sacrificare la propria vita in nome dell’amore, alimentando con il proprio sangue l’albero che poi donerà la vita alla rosa rossa.

E’ da questo racconto che Vinicio Capossela prende spunto per la scrittura del suo brano Con una rosa, uscito nel 2000 nell’album Canzoni a manovella ed è proprio da questo brano che ho ideato questo progetto.

Oltre ai concerti di “Insolita”, ho lavorato e trascorso il mio tempo ad accudire i primi passi nel mondo del mio piccolo principe.

La meraviglia dei suoi occhi nel vedere questo mondo nuovo mi ha cambiata profondamente! Mi ha fatta rinascere e risvegliare come da un grande sonno.

E’ stata dalla bellezza dei suoi gesti che sono nate le emozioni e i sentimenti che hanno scritto le nove canzoni del secondo disco che ho chiamato appunto “Risveglio”.

Un ritorno a casa per me, una presa di conoscenza profonda per ciò che sono e che voglio lasciare a questo mondo.

Le canzoni del disco suonano spesso molto differenti l’una dall’altra. Quanto tempo ci hai messo a scrivere tutto?

Credo 8 o 9 mesi. Credo siano differenti perché alla base sono spinte da emozioni e sentimenti diversi. Non seguo le mode del momento ma la reale necessità che mi ha spinta a scrivere il singolo brano.

In ogni caso i brani sono tutti legati dallo stesso filo conduttore della rinascita, della ricerca della propria luce, identità e felicità.

Spesso (penso per esempio a “Rimini”) i brani del disco sembrano piccoli quadri dipinti con cura. Quanto spirito di osservazione ci vuole per scrivere canzoni come queste?

In effetti, è proprio così! Per me le canzoni sono come quadri dove i colori e le forme devono essere comunicate attraverso le parole e la musica e i suoni. Le canzoni vanno immaginate, viste!

Quando le ascolti devono essere capaci di farti vedere oltre, di portarti lontano. Come dice Jovanotti “le canzoni non devono essere belle, devono essere stelle, illuminare la notte”!

Nel tuo passato ci sono missioni come volontaria in Africa, hai chiamato il tuo disco precedente “Cuore migrante”, sembra inevitabile chiederti qualcosa rispetto alle attuali controversie sui migranti.

Negli ultimi periodi ci sono ripetutamente persone tenute in ostaggio in mare! Sono bambini, uomini e donne che aspettano di essere salvati, di ricevere un minimo di umanità e rispetto mentre i nostri ministri giocano a chi ha la voce più grossa, al più forte!

C’è una profonda crisi culturale che se non verrà contrastata nelle nostre scuole e nei luoghi di cultura in genere sarà nei prossimi anni molto pericolosa.

Qual è stato il tuo disco preferito del 2018? E quale il momento preferito della tua vita, sempre riguardo al 2018?

Il mio disco preferito del 2018 (a parte il mio!!!! <3) è Diari Aperti di Elisa.

Di momenti stupendi nel 2018 ce ne sono stati tanti, soprattutto quelli di grande affetto delle persone che mi hanno aiutata a realizzare questo sogno attraverso la campagna di crowdfunding di Musicraiser.

Come un miracolo per me!! Una grande dose di fiducia e stimolo di continuare su questo percorso a volte tanto duro però davvero speciale e vitale. Il momento della presentazione a teatro è stato altrettanto magico.

Puoi raccontare qualcosa dell’ultimo video che hai pubblicato? Sei in tour al momento: che risposta hanno le canzoni del nuovo disco durante i live?

L’ultimo video di Rimini è stato realizzato dallo Studio Kuviomakaroni di Pesaro. E’ stato un bellissimo lavoro e i ragazzi sono stati secondo me bravissimi nel raccontare attraverso le immagini la mia “Rimini”.

Sono voluta partire da quel brano per iniziare questo nuovo viaggio.

Rimini è la città dove sono nata e dove mi sono sempre sentita straniera, proprio per quel senso di estraneità personale dovuta a scelte che non mi permettevano di sentirmi libera completamente e di essere me stessa fino in fondo.

Da qui ho cominciato a riflettere sul termine “straniero” e sul suo significato più profondo.

Oggi, purtroppo, viene utilizzato in maniera impropria come sinonimo di immigrato, clandestino e, sempre più spesso, anche di criminale. In verità tutti possiamo sentirci tali anche in un contesto “familiare” ma che non ci appartiene; è più facile così mettersi nei panni degli altri e provare empatia nei confronti di chi non conosciamo perché la verità è che siamo tutti fratelli e la nostra felicità dipende anche da quella degli altri.

Ecco perché ho scelto una lingua straniera, proprio per sottolineare questo concetto! E poi il francese è la lingua usata nella Dichiarazione Universale dei diritti umani.

Tra novembre e dicembre 2018 ho organizzato 10 tappe di presentazione del disco e ho notato che le canzoni più “forti” a livello di live sono Tradire e fare e Sulla mia pelle, almeno nei club, a teatro il discorso è diverso.

In questi giorni sto lavorando al nuovo tour e in primavera 2019 ci saranno le prime date.

di Lorenzo D’antoni

 

LA TOP 20 SINGOLI DEL 2018!

 I migliori brani dell’anno appena trascorso, secondo il nostro ”super redattore” Manuel Maverna

Miei cari,
abbondandis abbondandum!
Nemmeno il tempo di una classifica – dite – ed eccone un’altra, che tedio domenicale!
Coraggio, il meglio è passato: poi ci sarà un anno di pausa, anche io rientrerò nella mia lampada con la consueta modestia che mi contraddistingue.
Bene: per chi avesse trovato greve e soporifera la catacombale – ve lo concedo – Top20-album ecco lo zuccherino di 20 canzonette – astenersi permalosi – offerte al pubblico ludibrio nell’abituale chart (si dice così, no?) dei singoli (si diceva così, no?) datati 2018.
”Stay foolish” disse un tale, e quale più ghiotta occasione? Che dopo la faticaccia della Top20-album mi concedo il relax alleggerito di questa, dove posso svestire i panni del criticone serioso e indossare quelli del giullare, che talvolta meglio mi si addicono.
Come sempre, libertà ed eterogeneità totali: nessuna coerenza, nessuna logica se non suggerimenti di ascolto (questa l’ho già sentita, sono sicuro): come al solito, se ci troverete qualcosa di vostro gradimento lo considererò un’enorme soddisfazione.
Ah: non ci ho messo “Danny Nedelko”, perchè quella ve la potevate trovare benissimo anche da soli.
Statemi benone, ci sentiamo tra sette giorni per il nuovo Disco MusicMap: c’è vita oltre le Top20.
Alla prossima.

Manuel

1. Eleonora Betti – Quaranta volte
Lied in tempo sbilenco per pianoforte, violino e voce d’angelo, non c’è nemmeno la batteria. Improponibile come canzone dell’anno. Improponibile

2. Swingrowers – Butterfly
Quante visualizzazioni ha su Youtube? E io che credevo fosse una mia scoperta. Electro swing e vecchi merletti

3. Vanessa Peters – Carnival barker
Tutto il mondo è paese, ahimè, e non di solo Trump si perisce. Send in the clowns, ne abbiamo da vendere anche noi

4. Alfonso- Son contento
Inno sarcastico alla smartphone generation di cui tutti siamo figli adottivi. Un piccolo Jannacci 2.0, riso amaro da meditazione

5. Bodega – Jack in Titanic
Slackness più totale, roba che nemmeno i Pavement. Da mettere in cuffia e stonare ovunque, anche all’Esselunga davanti ai surgelati, come piace a me

6. Lo Straniero – Quartiere italiano
Meticciato moderno multietnico, furbetto e pret-a-porter, buono per ogni orario o stagione

7. Nathalie – Smile in a box
Ricorda tutto e niente, ma ha un’eleganza di modi che la fa amare: a Kate Bush piacerebbe, quasi quasi glielo dico

8. Coma_Cose – Post concerto
La sottile linea che separa il genio dal suo contrario: ai post la sentenza ben poco definitiva

9. Elena Sanchi – Rimini
Alle francesate non resisto, men che meno se me le canti così, ma petite chérie

10. SupErba – Splendido
Quattro quarti dritti e beati, una ballata elettrica da c’era una volta, ricordi d’adolescenza, sempre i più belli

11. SixTurnsNine – Blue gothic
Quasi una Karmacoma – già basterebbe – e pure cantata in tedesco. Minacciosa come un poltergeist

12. Before Sunset – Condizionale
Giovani, mandatela a memoria come fosse un vademecum per autori in erba. Pop? Indie? Rock? Boh? Di certo non è trap

13. Dnezzar – Like a stone
Torch song da falò spiaggiato per pochi intimi, ti porta via mentre cala la sera, con quattro accordi accarezzati

14. Second Youth – Worst case scenario
Botta sbronza perfetta come soundtrack di una rissa in un pub di Brighton. Delizia sbracata che puzza di birra, sigarette e Clash

15. Immigration Unit – Wasting mornings
Ascolti questo incedere romanticamente visionario che ricorda i DIIV e poi ti accorgi che loro sono Svizzeri: cos’ e pazz…

16. Numb.er – State lines
Sei tutto l’indie di cui ho bisogno, ho pensato. Amore a prima vista, la batteria il (contrab)basso, eccetera

17. Esterina – Esterno notte
Canzoni così ne ho composte, una vita fa. Avrei voluto che suonassero come questa: semplici, lunghe, elettriche, tristi. Non sempre ci riuscivo

18. Alan Spicy – Caronte
Grida dal fondo squassano le viscere di una musica scarna e grezza. Uno sputo a gola secca contro un’onda del mare

19. New Adventures In Lo-Fi – Fault
Un quarto di secolo fa, agli albori dell’emocore esistevano perle simili a questa, le scriveva Jeremy Enigk, ho detto tutto

20. Viboras – Pray
Lesson n°1, prof. Irene Viboras: come fare del punk da manuale.

Risveglio Un lavoro di altri tempi e con piacevoli..

Un lavoro di altri tempi e con piacevoli atmosfere teatrali perché a guardarla, Elena, ha uno sguardo un po’ di attrice della Belle Époque.

Ciò che sta dando un’opportunità ai giovani emergenti di ritagliarsi un proprio spazio nella discografia italiana, sono le campagne di Musicraiser. Chiedere il supporto di amici o followers negli ultimi anni è un valido supporto contro i mancati investimenti delle etichette discografiche.

È questo il caso di Elena Sanchi che a distanza di tre anni dal suo debutto con il concept album Cuore Migrante, torna in una veste completamente nuova: un Risveglio appunto. Un disco dall’atmosfera soft, un lavoro di altri tempi e con piacevoli atmosfere teatrali perché a guardarla, Elena, ha uno sguardo un po’ di attrice della Belle Époque.

Nove tracce anticipate dal singolo Rimini, brano che più si diversifica dalle altre tracce, dove la lingua francese ha un ruolo importante. Una Rimini festosa che però risulta un po’ fuori contesto rispetto le altre tracce. Anche quando le atmosfere sembrano voler assumere un ritmo più incalzante come in Tradire e fare e Sulla mia pelle, si resta invece sospesi nella delicatezza di un cantato che rende questo album piacevolissimo all’ascolto e la sua semplicità ritmica e nei testi, lo rende canticchiabile da subito.

La delicata e malinconica In caduta libera e la minimal Goodbye i brani di maggior risalto.

Come spesso accade dinanzi al lavoro di un emergente, ci si trova alla triste considerazione che per quanto un prodotto sia valido, resterà ignoto alle orecchie della massa perché troppo impegnate a subire gli ascolti imposti dalla dura legge del marketing.

Sara Grillo

https://www.unfoldingroma.com/musica/8196/risveglio/?fbclid=IwAR1QF3sIXohaiSt6JXFWTI75iMEWDtKFDtgi7sSRMmCT6x9WXcsCjCU8Gxw

Appuntamenti ON AIR della settimana!

 
Radio 675 Sabato 11,00
WebRadio Station Martedì 22,00
GreenStage Radio Martedì 11,00
Radio Free Station Domenica 19,00
Radio Doppio Zero Giovedì 20,00
Radio Flyweb Sabato 14,00
Radio Stella FM Venerdì 22,00
Radio Senise Centrale Domenica 19,00
Radio Studio Dance Martedì 10,00
Radio Roma Sud Martedì 20,00
Radio Hemingway Sabato 17,00
Radio Play Time Giovedì 18,00
Radio Gibson Music Venerdì 19,00

E inoltre su Stereo98, Radio Charlie, Radiocitylight Webradio, Radio RG Studio.

Music map ELENA SANCHI “Risveglio”

Gradevole e garbato, non privo di un suo fascino discreto e forte di una interpretazione aggraziata molto personale e calibrata, “Risveglio” segna il ritorno all’album di Elena Sanchi, già messasi in luce nel 2015 col debutto di “Cuore migrante”, esordio che ben figurò tra le opere prime candidate alla Targa Tenco.
Realizzato grazie ad una campagna di crowdfunding, “Risveglio” raccoglie nove tracce tra le quali spiccano diversi episodi particolarmente centrati, da quella “Goodbye” pubblicata nel gennaio 2017 ed imperniata sul tema della violenza sulle donne, alla title-track, che apre il lavoro su un’aria cangiante capace di passare con sorprendente nonchalance da accenti melò ad una allettante cadenza bandistica.
Bella la jazzata aria retrò di “Splendida Notte”, adatta alla melodiosità vocale che Elena sa esprimere, toccante la chiusura sospesa e dilatata di “Cambiamenti di stagione”, francamente irresistibile il passo transalpino di “Rimini”, tra Bénabar e Vincent Delerm, pezzo da mandare a memoria mentre ti perdi nelle spire di quel ritornello in francese così lontano e così catchy.
Sono solamente alcune opportunità per accostarsi al piccolo mondo antico di una voce insolita, capace di spaziare con gentilezza e misura da spunti pungenti ad una carezzevole delicatezza. (Manuel Maverna)

@ElenaSanchi.it